Pasqua cristiana e Pasqua ebraica - GRUPPO DI PREGHIERA "I TABERNACOLI" Brescia

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PENSIERI DA AMICI
LA  PASQUA EBRAICA  - LA PASQUA CRISTIANA
Siamo talmente abituati ad usare certe parole che non ci chiediamo da dove derivino e cosa significano. Una di queste è la parola «Pasqua», che derivano dall’antica parola ebraica pèsach, che significa “passaggio”. Nei primi secoli molte comunità cristiane festeggiavano la Pasqua – cioè la resurrezione di Gesù – negli stessi giorni in cui veniva celebrata la Pesach. Nel mondo ebraico la festa della Pasqua ricorda, infatti, mediante il sacrificio dell’agnello, il passaggio dell’angelo di Dio, che colpì i primogeniti degli Egiziani e consentì al popolo ebraico di fuggire dalla schiavitù dell’Egitto attraverso il Mar Rosso guidati da Mosè dopo 430 anni di schiavitù e di incamminarsi verso la terra promessa. La Pasqua Ebraica, è una festa che cade in Primavera, di solito durante il mese di Aprile. È anche una delle due feste del calendario ebraico che dura un’intera settimana (8 giorni fuori da Israele).. nel corso dei quali vi sono celebrazioni che seguono riti ben precisi; gli Ebrei puliscono le loro case rimuovendo tutte le sostanze lievitate e si astengono dal mangiare cibi lievitati si mangia esclusivamente pane azzimo, ricordando il fatto che gli schiavi ebrei fuggirono così di fretta dall’Egitto che non ebbero il tempo di far lievitare il pane.
Sono presenti altri cibi simbolici come le erbe amare, cioè le cicoriacee, che  ricordano la sofferenza vissuta dal popolo ebraico l’amarezza dell’esilio e della schiavitù ; la Zeròah o zampa d’agnello arrosto simboleggia il sacrificio che gli ebrei hanno compiuto nel fuggire dall’Egitto; la Betzàh, l’uovo bollito simbolo di eternità e di vita , ma anche di lutto, per la distruzione del Tempio; il Charòset (un mix di noci, mele e vino) simboleggia la malta che gli schiavi ebrei utilizzavano nel fare i mattoni; il Karpàs (una verdura, di solito il sedano) sta per la freschezza della primavera;  tre Matzàh, cioè i pani azzimi, sono posti al centro del piatto del Seder ( sequenza che   indica  i momenti di alcune ricorrenze della cultura ebraica). Alcuni cibi sono accompagnati da acqua salata o aceto, che rappresentano le lacrime e il sudore della schiavitù.
Ma mentre nella Pasqua ebraica si celebra la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù sotto il faraone nell’antico Egitto, nella Pasqua cristiana viene celebrata la resurrezione di Gesù Cristo
avvenuta nel terzo giorno dopo la sua crocifissione al Calvario, così com’è descritto nel Nuovo Testamento.  Un evento grandissimo che mette in risalto il significato del suo divino nome “Gesù”, “Dio salva”.
La Domenica di Pasqua è una festività mobile. La sua data non è fissa sul calendario civile. Il primo Concilio di Nicea (325 d.C.) (la prima assemblea al mondo delle varie comunità cristiane)  stabilì che la Pasqua sarebbe stata celebrata nella 1° domenica dopo il plenilunio seguente l’equinozio di primavera (21 marzo)sarebbe stata di domenica  perché nei Vangeli viene riportato che il sepolcro vuoto di Gesù Cristo fu scoperto il giorno successivo al sabato, per cui la data della Pasqua è sempre compresa tra il 22 marzo e il 25 aprile. Gli ortodossi celebrano la Pasqua in una data diversa rispetto ai cattolici, poiché seguono ancora il calendario giuliano, entrato in vigore nel 46 a.C. grazie a Giulio Cesare in quanto non hanno accettato la riforma del calendario attuata da papa Gregorio XIII nel Cinquecento. Per i Cristiani  la Pasqua è l’evento nuovo e divino; segna il culmine dell'anno liturgico, celebra la Resurrezione del Cristo, che è trionfo sulla morte e sul male del mondo che offre agli uomini il dono della nuova Vita, trasmessa dal battesimo. Infatti, in origine si battezzava una sola volta l’anno, nella notte di Pasqua, perché momento di morte e nascita a nuova vita in Cristo e con Cristo. Ecco perciò l’agnello che è uno degli elementi essenziali della Pasqua ebraica e anche il simbolo del Cristo (ecco l’agnello di Dio Gv 1,3,6,9 come nella notte della liberazione dall’Egitto il sangue dell’agnello aveva preservato le case degli ebrei (Es 12, 1 – 13) così il Cristo – nuovo agnello pasquale – con il sangue versato sulla croce garantisce  la salvezza a tutti gli uomini.
La differenza sostanziale fra la Pasqua Ebraica e quella Cristiana sta nel fatto che l’Agnello cristiano è risorto e di questo viene dato annuncio subito. La Pasqua cristiana  è al  centro dell’annunzio cristiano, non è più la liberazione dalla schiavitù politica, ma la liberazione dal peccato e la resurrezione dei morti.
Perciò, la Pasqua Cristiana è detta Pasqua di Risurrezione, mentre quella Ebraica è Pasqua di Liberazione, “dalla schiavitù d'Egitto”.

Liana

(Dati reperiti da internet pubblicati da Luca Misculin , famiglia cristiana, don Oscar Battaglia comunità ebraica,  professor Zion Evrony, )


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