pensiero e nella vita di san Josemaría Escrivá - GRUPPO DI PREGHIERA "I TABERNACOLI" Brescia

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Il lavoro nel pensiero e nella vita di   san Josemaría Escrivá
fondatore dell’Opus Dei – canonizzato il 6 ottobre 2002 in Piazza San Pietro a Roma da san Giovanni Paolo II
(ricorderemo san Josemaría a Toscolano nella ricorrenza della sua nascita al Cielo “dies natalis” con la  S. Messa in suo onore di venerdì 14 giugno alle ore 18,00 nel Santuario della Madonna del Benaco) (da verificare)

Oggi, in tante occasioni formative in ambienti cattolici, si parla del tema della santificazione del lavoro. Questo tema è importante per la crescita di una società sana dove l’uomo viene messo al centro dell’attenzione e dell’organizzazione lavorativa. Però là dove l’impresa o l’ente pubblico o privato punta solo al risultato o meglio al profitto o al potere, la dignità dell’uomo viene facilmente   violata.
San Josemaría tante volte ha incoraggiato a lavorare bene, avendo cura di impostare rapporti umani nobili, sinceri, di rispetto verso tutti i Colleghi, superiori o inferiori. Fra l’altro, al punto 681 del suo libro “Forgia” ci ricorda che “Siamo obbligati a lavorare, a lavorare coscienziosamente, con senso di responsabilità, con amore e perseveranza, senza trascuratezze e leggerezze: poiché il lavoro è un comandamento di Dio, e a Dio, come dice il salmista, bisogna obbedire “in laetitia” – con gioia!".
Ma non è sufficiente lavorare bene e rendere un servizio ai singoli e alla società. Per un cristiano l’obbiettivo è più ambizioso: lavorare bene e offrire a Dio lo sforzo, l’impegno, il risultato di un lavoro ben fatto.
Offrire a Dio un lavoro fatto bene richiede studio per approfondire e fare proprie tante virtù: laboriosità, generosità, puntualità, umiltà, sincerità, pazienza, giustizia, fortezza, temperanza, carità, ecc. E studio anche per approfondire la dottrina cattolica. E allo studio va accompagnato l’impegno che a volte può essere debole, a volte discreto ed a volte al massimo. San Josemaría al punto 687 di “Forgia” scrive “Non bisogna dimenticare che il lavoro umanamente degno, nobile e onesto, può – e deve! – essere elevato all’ordine soprannaturale, e diventare un’occupazione divina”.
Con il Battesimo Dio ha chiamato tutti alla santità, chiamata rafforzata dalla Confermazione e poi alimentata dalla Confessione e dall’Eucarestia.
Se è vero, come è vero, che Dio ci vede 24 ore al giorno, e vede la nostra lotta per comportarci bene anche se a volte cadiamo, è altrettanto vero che se l’uomo e la donna cercano di elevare la mente a Dio non solo nelle cerimonie liturgiche ufficiali o nei momenti di preghiera personale, ma anche mentre lavorano, Dio concede la grazia di sentirceLo vicino.
Si può lavorare in compagnia di Dio che è certamente in Cielo, nel Tabernacolo, ma anche nell’anima in Grazia di ogni battezzato.
Quale è l’obbiettivo? Essere santo nella vita di ogni giorno, nella vita ordinaria che è fatta di ore di lavoro, di ore d’impegno in famiglia, di ore di riposo e di tempo libero. Tutto ciò può essere santificato. Ecco pertanto che la chiamata universale alla santità di cui tanto è stato detto e scritto nel Concilio Vaticano II e dopo il Concilio, aiuta a comprendere che non solo i vescovi, i sacerdoti, ed i religiosi sono chiamati alla santità in compiti specifici, ma anche noi laici, in virtù del Battesimo, siamo chiamati alla santità giorno dopo giorno che in gran parte è fatto di ore di lavoro oltre che di impegno in famiglia, dove il Signore ci chiama pure alla santità.
Che bella e  attraente è la chiamata universale alla santità nella vita lavorativa e  nella vita famigliare!
Ecco alcune frasi incisive e incoraggianti di san Josemaría che è stato definito “precursore del Vaticano II” in ciò che riguarda la vita dei fedeli laici.
“Voi e io facciamo parte della famiglia di Cristo, perché in lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi al suo cospetto nella carità, predestinandoci ad essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, ...Questa è la volontà di Dio: la vostra santificazione ... (Amici di Dio - Grandezza della vita quotidiana - punto 2)
“La meta che vi propongo – o meglio la meta che Dio indica a noi tutti - ... non è un miraggio o un ideale irraggiungibile.... In questo tempo di sgretolamento generale, di cedimenti e di scoraggiamento, o di libertinaggio e di anarchia, mi sembra ancor più attuale la semplice e profonda convinzione che ... : queste crisi mondiali sono crisi di Santi”. “Forse qualcuno di voi sta pensando che io alluda esclusivamente a gruppi scelti di persone. Non lasciatevi ingannare tanto facilmente dalla codardia o dalla comodità. Sentire invece l’urgenza divina che ciascuno di voi sia un altro Cristo... lo stesso Cristo...” (Amici di Dio, idem, punto 4).
San Josemaría non ha solo parlato e predicato di santità nelle vita ordinaria, ma ne è stato un esempio vivente: quanto lavoro, quanta preghiera, quanto impegno per stare unito a Dio e al servizio pastorale degli uomini e delle donne. Migliaia e migliaia di persone si sono alimentati spiritualmente  attraverso le sue parole ed i suoi scritti.


Si avvicina la data della sua festa, il dies natalis. Il Signore ha chiamato a Sé san Josemaría il 26 giugno 1975. E questo è il giorno di festa fissato da  Giovanni Paolo II.
Anche a Toscolano ricorderemo la sua figura sacerdotale e di fondatore dell’Opus Dei, istituzione della Chiesa cattolica che è nata il 2 ottobre 1928 “per ispirazione divina” (come è precisato nella Costituzione Apostolica Ut sit di Giovanni Paolo II), con una S. Messa che verrà celebrata nel Santuario della Madonna del Benaco alle ore 18:00 di venerdì 14 giugno. (da verificare)


1  maggio  2019                                                                                                                                    Roberto Zambia

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