san Josemaria - GRUPPO DI PREGHIERA "I TABERNACOLI" Brescia

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OPUS DEI
NATALE 1973 CON SAN JOSEMARIA


Conservo un ricordo incancellabile della sera del 24 dicembre 1973, vigilia del Santo Natale. Abitavo a Roma da circa tre mesi in una Residenza che ospitava circa duecento persone e dove abitava in particolare san Josemarìa Escrivà.

Fondatore dell’Opus Dei.

La notte del Santo Natale del 1973 mi trovavo con circa centocinquanta studenti e giovani professionisti nel soggiorno al primo piano della casa di Viale Bruno Buozzi dove appunto viveva San Josemarìa. Si era trasferito dalla Spagna a Roma sin dal 1946: e lì riposano ora i suoi resti mortali nella chiesa prelatizia di Santa Maria della Pace in Via Bruno Buozzi, 75 dove centinaia di persone vanno a pregare ogni giorno sulle sue spoglie. E lì anche il caro don Fausto Prandelli ha celebrato la S. Messa il 17 maggio dell’Anno Santo 2000, anniversario della sua ordinazione sacerdotale.

C'era un clima di attesa, un clima di festa. Attendavamo San Josemarìa per gli auguri natalizi e per stare in sua compagnia una mezz'ora. San Josemarìa però non arrivò con l’intenzione di fare quattro chiacchere, bensì venne in modo silenzioso e raccolto per fermarsi davanti ad un grande Presepe e lì fare ad alta voce la sua mezz’ora di orazione. Ho il ricordo di mezz'ora di raccoglimento per tutti I presenti, e di intensa orazione seguendo le considerazioni che san Josemarla ci faceva ad alta voce aprendoci il suo cuore, pieno di fede.

Ci parlava del significato del Santo Natale, della Sacra Famiglia, di Gesù Bambino, della Madonna e di San Giuseppe. Si rivolgeva a Giuseppe, che immaginava essere un uomo forte nel pieno vigore dell'età, generoso, buonissimo e lo chiamava "mio Padre e mio Signore".

Ed a Giuseppe chiedeva di accompagnarlo da Maria verso la quale aveva una grandissima venerazione e spesso invocava chiamandola "Madre mia".

E con Maria e Giuseppe andava ad adorare Gesù Bambino deposto nella mangiatoia. Ci diceva che quel Bambino indifeso ed anche oggi perseguitato dai nuovi Erode, ci gettava le braccia al collo per essere difeso e per sentirsi al sicuro e che ciascuno poteva stringerlo al petto, facendo propositi di fedeltà.

Conservo un ricordo molto vivo di quella mezz'ora trascorsa con San Josemarìa che si era trasformata in mezz'ora di orazione non solo sua, ma di tutti i presenti, nel silenzio più assoluto, con considerazioni che mi hanno fatto capire come la Sacra Famiglia non sia solo un ricordo di 2000 anni fa, ma anche una realtà viva oggi. Gesù, Giuseppe e Maria sono in Cielo ma sono anche molto presenti sulla nostra terra, nel cuore e nella mente di ciascuno. Per questo propongo alla riflessione personale alcuni punti di meditazione di San Josemarìa sul Santo Natale contenuti in alcuni suoi scritti.
( F o r g i a  p u n t o  2 7 4 )
Chiedo a San Josemarìa di aiutarci a vivere bene, in profondità il Santo Natale. E pensando alla Cappella della Santa Croce nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Toscolano dove é conservata una sua reliquia, gli chiedo di proteggere tutti gli abitanti di Toscolano-Maderno e tutti gli abitanti del lago di Garda.



Roberto Zambiasi






Natale. Mi scrivi:"Sul filo dell'attesa Santa di Maria e di San Giuseppe, anch'io aspetto, con impazienza , il Bambino. Come sarò contento a Betlemme! Prevedo che esploderò in una gioia senza limiti. Ah! e, con Lui, voglio anche nascere di nuovo..."

Voglia il Cielo che si aweri questo tuo desiderio!

(Solco punto 62)



Devozione  del  Natale.- Non sorrido  nel vederti  comporre  le montagne  di
sughero del presepio e collocare le ingenue figure d creta intorno alla grotta.-Non mi sei mai apparso tanto uomo come in questo momento, in cui sembri




un bambino. (Cammino punto 557)


Gesù nacque a Betlemme in una grotta, dice la Scrittura, "perché non c'era
Posto per loro nell'albergo".Non mi discosto dalla verità teologica, se ti dico che
Gesù sta ancora cercando alloggio nel tuo cuore.

....

Spingiti fino a Betlemme, avvicinati al Bambino, cullalo, digli tante cose ardenti, stringitelo al cuore...Non parlo di bambinate: parlo di amore! E l'amore si manifesta con i fatti: nell'intimità della tua anima, lo puoi abbracciare!

( Forgia punto 345)


Natale. - Cantano: "Venite, venite...". - Andiamo, Egli è nato.
E dopo aver contemplato come Maria e Giuseppe si prendono cura del Bambino, mi azzardo a suggerirti: guardalo di nuovo, guardalo senza sosta.
( Forgia punto 549)

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